Sacerdoti nei lager

kolbe1Il frate polacco Massimiliano Kolbe

Nei lager nazisti finirono molti sacerdoti e religiosi, soprattutto cattolici, ma anche protestanti. Il regime, che aveva deciso sin dal principio

di distruggere la Chiesa con astuzia, infiltrandola, denigrandola e perseguitandola, solitamente evitò di rinchiudere i sacerdoti in quanto sacerdoti, per diminuire così le proteste dei fedeli.

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Come nell’Urss comunista, dove in teoria vigeva la libertà religiosa, così anche in Germania i sacerdoti, i religiosi, i pastori finirono tra le file dei “politici”, contrassegnati da un triangolo rosso, o tra quelle degli omosessuali, contrassegnati da un triangolo rosa: l’accusa di omosessualità colpì moltissime persone che non lo erano, allo scopo di denigrarle di fronte alle loro famiglie e comunità.

Di seguito 2 pagine da Vittorio Giuntella, dell’università di Roma, Il nazismo e i lager (Studium, Roma, 1979):

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